Jonathan Pochini: “la mia vita da location independent”

Si occupa di SEO da 10 anni, ha vissuto in Australia per quattro anni e vive come nomade digitale dal 2013. Ha viaggiato molto e continua a farlo, ma la sua base (al momento) è alle Canarie.

Stiamo parlando di Jonathan PochiniConsulente SEO & Marketing Online e Nomade Digitale. Oggi abbiamo voluto incontrarlo “virtualmente” per chiedergli di raccontarci la sua storia e per capire meglio di cosa si occupa. Pronti per iniziare questo viaggio? 🙂

#1. Ciao Jonathan, benvenuto su Business Libero e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Ti definisci un “Nomade Digitale di professione e passione”: parlaci di questa definizione e del tuo stile di vita.

Ti dirò la verità: “nomade digitale” è secondo me una definizione un po’ markettara creata nel mercato americano per vendere dei corsi… corsi per diventare “nomadi digitali”, appunto!

Una definizione più tecnica e un po’ meno affascinante potrebbe essere quella di “location independent” che identifica lo stile di vita di chi ha la possibilità di lavorare senza essere legato ad un particolare luogo di lavoro fisico (ad esempio l’ufficio) e quindi ad esempio chi lavora su internet.

Il fatto che al concetto di nomade digitale si associ il viaggio – e quindi la location esotica – stimola il desiderio di poter aderire a questo stile di vita, che ad un’occhiata superficiale ricorda un po’  l’essere sempre in vacanza (non è così).

E dove c’è un “oggetto del desiderio” entra con decisione il mercato, con i suoi prodotti, i suoi servizi, i suoi corsi.

Alcuni nomadi digitali “senior” sostengono invece che non ci dovrebbero essere corsi per diventare nomadi digitali, in quanto il nomade digitale non è un lavoro: è uno stile di vita.

Ma questo non significa che per diventare nomadi digitali non si debba studiare.

Ci sono infatti diverse modalità per diventare nomadi digitali e tutte passano per l’acquisizione di determinate competenze (e quindi studio e pratica sono sempre necessari):

  • alcuni diventano nomadi digitali perché trovano un’azienda (probabilmente straniera) che li assume in remoto;
  • altri hanno un business locale, delegano tutto il delegabile e si tengono solo i compiti da gestire online;
  • altri hanno veri e propri business online (ecommerce, vendita ebook, infoprodotti…);
  • probabilmente la maggior parte dei nomadi digitali rivende servizi che possono essere svolti online: liberi professionisti che si specializzano spesso in una delle diverse discipline del web. Come me.

#2. Sei un consulente web, ti occupi di marketing online e di SEO da diversi anni: quali sono stati i passi che hai fatto per arrivare a svolgere questa professione?

Dopo studi universitari dedicati al Web Writing vengo “assunto” (contratto a progetto) come copywriter per il web da un’agenzia di Firenze (anno 2006).

Mi vengono presto affidati semplici operazioni SEO. Mostrandomi interessato il mio responsabile inizia a insegnarmi tutto quello che sapeva sulla SEO. In seguito cambio agenzia e lavoro per un noto professionista del web marketing.

Nel 2009 decido di trasferirmi in Australia!

Dopo 3 mesi di scuola di inglese in cui mi dedico esclusivamente a studiare inglese – il regalo più bello che mi sia mai fatto – trovo un incarico come contractor presso un’agenzia web di Sydney con cui collaborerò per i successivi 4 anni. Nel frattempo mi attivo per promuovermi come libero professionista e inizio a prendere clienti online.

Per farla breve: nei miei 4 anni in Australia il lavoro dall’agenzia è andato piano piano sempre più calando… mentre il lavoro dai miei clienti online è andato piano piano sempre più aumentando. Alla fine mi ritrovo a lavorare prevalentemente da casa e ad abitare in una delle città più care al mondo.

Era il momento di mollare l’Australia e iniziare a esplorare lo stile di vita nomade digitale: e così all’inizio del 2013 parto per la Thailandia!

In seguito farò (oltre ai dovuti rientri in Italia) Fuerteventura, Gran Canaria, di nuovo Thailandia, Bali, di nuovo Gran Canaria… etc… fino ad approdare a El Hierro, la più piccola delle isole Canarie… a cui ritornerò presto (vedi sotto)!

jonathan-pochini

#3. Quanto tempo dedichi alla tua attività lavorativa e in che modo organizzi le tue giornate?

Non brillo per capacità organizzative. E non sono certo un modello di efficienza da imitare o qualcuno che potrebbe insegnare a gestire efficacemente il proprio tempo. Di fatto mi sa che non cerco l’efficienza.

Mi piace lavorare per “ispirazione“. Mi piace che ci sia passione in quello che faccio, che il lavoro sia anche espressione di un “senso” più ampio della propria vita.

Ritengo importante dedicare tempo e spazio al proprio benessere “spirituale” e psicofisico: meditazione e attività fisica sono altrettanto importanti del lavoro. Eppure al lavoro tendiamo culturalmente a dedicare la maggior parte delle ore della giornata e alla fine siamo troppo stanchi per occuparci d’altro.

Questo non è equilibrio e non è sostenibile nel lungo periodo: molto probabilmente ci ammaleremo facendo così.

Quindi forse non dovremmo organizzare le nostre vite in vista del “produrre di più” ma secondo un principio di equilibrio: lavoro, meditazione, esercizio fisico, gestione della vita di tutti i giorni e anche momenti in cui godersi la vita!

Non dico che le mie giornate siano espressione di questo equilibrio… ma questo è il modello a cui mi ispiro.

#4. Cosa significa per te avere un’attività professionale che ti permette di essere libero?

In realtà questo lo ritengo solo uno stadio evolutivo. Il passaggio dal lavorare per i clienti di un’agenzia al lavorare per i propri clienti è stato un bel salto di qualità in quanto a passione profusa nel proprio lavoro. Adesso la mia ambizione è passare dal lavorare per i propri clienti al lavorare per i propri progetti. Tutta un’altra vita!

#5. Quale consiglio daresti a un giovane che vuole percorrere il tuo medesimo percorso?

Facciamo che te ne darò 7… 🙂 Più una proposta/invito.

1) Credere in te stesso è bene, NON credere agli altri è meglio! 🙂

Ti potresti ritrovare tutti contro nel momento in cui decidi di seguire i tuoi sogni. E’ doloroso, per chi ha rinunciato, vedere che c’è qualcuno che non molla e che magari rischia di realizzare quello che loro non hanno avuto il coraggio di intraprendere. Se sei forte tratterai queste persone con compassione (sono persone non felici) ma sarai ugualmente fermo nei tuoi propositi.

2) L’unione fa la forza.

Ecco un gruppo facebook che abbiamo creato nel quale sentirsi meno mosche bianche… o pecore nere… o pazzi da legare. Sapere di non essere i soli a nutrire certe ambizioni può essere un grandissimo incoraggiamento per qualcuno. Se poi l’esempio di “quelli che ce l’hanno fatta” si manifesta con generoso spirito di condivisione invece che come esibizione del proprio ego… allora il gruppo assume un carattere potentemente evolutivo… “rivoluzionario“.

3) L’inglese è importante! Ma anche lo spagnolo… ma anche un’altra lingua.

Il mercato del lavoro italiano ha molti difetti, se conosci un’altra lingua hai la possibilità di sceglierti il tuo mercato… allora la temuta flessibilità non diventa qualcosa da subire, ma una grande opportunità da cogliere. Ad esempio, il mercato anglofono è probabilmente 20 volte più grande di quello italiano. E ti pagano pure meglio… e prima! 😉

4) Investire su se stessi è il miglior investimento

Siamo in un mondo che cambia velocemente – troppo! – soprattutto per chi lavora nel web. Non possiamo permetterci di smettere di imparare cose nuove e di acquisire nuove competenze. Tocca farsene una ragione: parte del “lavoro” deve essere dedicata all’autoformazione.

5) Conosci te stesso

In un mondo che cambia così velocemente si rischia di finire in un vortice d’ansia e di insicurezza da cui potrebbe essere difficile uscire. Un noto coach americano parlava di trovare quel qualcosa che è dentro di noi che è infinito, che non cambia mai e che sa cosa è buono per noi. Qualcun altro parlava di un centro di gravità permanente. 😉

Per dirla in termini più pragmatici: se sai con precisione quello che vuoi veramente avrai maggiori probabilità di successo. Se non hai ancora trovato quello che ami – diceva Steve Jobs in un suo famoso discorso – continua a cercarlo.

6) Sperimenta! Se fosse facile lo farebbero tutti…

Il web e il mondo in cui viviamo sono di una complessità che è da affrontare con umiltà. Il marketing e il mercato ti vorranno vendere il super-mega-corso, la formula vincente, il successo garantito. Ragiona: se fosse facile lo farebbero tutti; se lo facessero tutti forse non varrebbe più la pena farlo.

Ad esempio un professionista che fa un servizio che nessuno fa e molti richiedono sarà molto richiesto; 100 professionisti in un mercato che ne richiede la metà… faranno la fame!

Il successo in internet è spesso il risultato di dinamiche difficilmente comprensibili. Nessuno avrebbe previsto il successo di numerose imprese – tra cui Google e Facebook – quando erano sconosciute. Sul web c’è spazio anche per te a patto che tu ti sappia posizionare nel mercato.

Meglio differenziarsi piuttosto che copiare il successo degli altri. Meglio trovare la propria nicchia piuttosto che andare a cacciare dove vanno tutti.

7) 90% pratica e 10% teoria

Io ho imparato il mestiere “a bottega” facendo la gavetta in diverse agenzie web. Ma anche tutte le altre competenze web che ho acquisito (html, css, php, elaborazione immagini, etc…) le ho imparate superando problemi concreti sempre più difficili in vista della realizzazione di un progetto che volevo portare a termine.

Il consiglio più importante che ti posso dare è quindi quello di fare esperienza, se possibile facendoti affiancare da un professionista.

E se per caso hai già studiato e ti senti preparato con la SEO ma non ti senti ancora pronto per lanciarti nel mercato… potresti farti affiancare proprio da me (che non sarebbe la prima volta che affianco qualcuno, leggi la storia della mia allieva Carlotta in questo pdf) e venire intanto a conoscermi partecipando alla prima…

Digital Nomad Slow Life Experience… a El Hierro!

digitalnomad

Il “nomade digitale” – come abbiamo detto sopra – è uno stile di vita. Ma non c’è un unico modo di vivere questo stile di vita, ce ne sono molteplici. Io e Simona Camporesi stiamo organizzando una settimana (4-11 Novembre 2016) a El Hierro per nomadi digitali e aspiranti tali durante la quale sperimentare uno stile di vita che è più in sintonia con noi:

  • lavoro il giusto;
  • meditazione, yoga e attività fisica;
  • escursioni e tour per l’isola;
  • alimentazione sana;
  • una certa attenzione posta sul reimparare l’arte della lentezza, sul riappropriarsi di sé e sul contatto con la natura (quella possente, di El Hierro).

Lo vogliamo fare tramite esperienze di…

  • Coworking: condivideremo gli spazi di lavoro, un ufficio condiviso con una decorosa connessione internet;
  • Coliving: pur rispettando ognuno la propria privacy e quella degli altri condivideremo anche spazi comuni come la sala da pranzo ed altri eventuali spazi ricreativi;
  • Cooperation: incoraggiamo tutti a condividere anche le proprie skill e i propri talenti. SEO, AdWords, Social Media, Copywriting, Web Marketing… ma anche yoga, meditazione, alimentazione, etc… la faremo tramite veri e propri workshop o laboratori o tramite gradevoli chiacchierate informali.
  • Community: stiamo organizzando questo evento di una settimana ma l’obiettivo è quello di dar vita ad una vera e propria community di Nomadi Digitali nell’isola di El Hierro!

Come nomadi digitali infatti non ci piace solo girare il mondo mentre lavoriamo ma ci piace anche tornare nei posti che ci sono piaciuti! Ed El Hierro è uno di questi: un posto dove tornare una volta all’anno, un posto dove fare base, un posto dove sentirsi a casa. Se ti piace questa idea, faccelo sapere! 🙂

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