Intervista a Vittorio Civinini, digital marketer e visual designer

Creatività, curiosità, resilienza, “noia positiva” e una costante ricerca di nuovi stimoli: sono questi gli ingredienti che si mescolano nel percorso di Vittorio Civinini, digital marketer e visual designer.

Quello di Vittorio è un viaggio professionale che vede protagonista una mappa formata da una grandissima quantità di tappe, anche molto diverse tra loro. Ripercorriamo insieme a lui questo cammino, cominciando a fare qualche passo indietro e partendo dall’inizio.

#1. Ciao Vittorio e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Ti occupi di marketing digitale e sei un Visual & Communication Designer: spiegaci nel dettaglio quali sono le tue attività e come sei arrivato fino a qui.

Ciao ragazze e grazie a voi per l’invito 🙂 Visual & Communication Designer lo sono in pratica, ma non ancora su carta purtroppo, dato che i molteplici impegni di lavoro rallentano drasticamente il mio percorso di laurea.

Diciamo che sono più un lavoratore studente che uno studente lavoratore, ecco.

Ad ogni modo, nonostante io stia tuttora studiando, questi ultimi anni di lavoro mi hanno dimostrato come l’esperienza sul campo sia cento volte più formativa di un qualsiasi percorso di studi, purché portata avanti con forte dedizione, passione e disciplina,  ovviamente. 

Il mio percorso ha seguito un andamento che definirei colorato e ricco di cambi di direzione.

Mi sono diplomato in Design, iscritto alla facoltà di Architettura e passato successivamente a Visual & Communication, dopo aver trovato troppo fredda e poco emozionale l’arte del costruire edifici.

Sono curiosissimo di natura e mi annoio con una facilità disarmante. Questo aspetto del mio carattere mi ha sempre comportato tanti disagi quante soddisfazioni, poiché ogni volta che trovavo la stabilità in un progetto, non riuscivo a frenare l’entusiasmo nel buttarmi subito a capofitto in qualcosa di nuovo, (qualcosa che magari avevo appena scoperto), un po’ come succede ai bambini.

Vengo dal mondo della musica. Ho passato la mia vita in studio di registrazione fino al 2013, abituato a scrivere testi 24 ore su 24, con le cuffie costantemente nelle orecchie, sempre alla ricerca ossessiva di stimoli nuovi.

Come si è convertito tutto questo nella mia attività di marketing?

La scrittura dei testi si è trasformata in creazione di contenuti, l’ascolto costante di musica si è evoluto nel confronto giornaliero con i colleghi e la ricerca ossessiva di stimoli è rimasta la stessa identica compagna di viaggio di sempre. 

A parte gli scherzi, la grande verità è che ho affrontato un cambiamento drastico, essendo  rimasto folgorato da questo affascinante mondo che è il digital marketing.

Questa è stata come una botta di vita in un periodo in cui necessitavo di ricaricare le batterie. Quando iniziai a studiare da autodidatta i primi argomenti come WordPress ed Email Marketing, non mi sarei mai immaginato che di lì a due anni avrei aperto una ditta individuale e fondato una società.

Devo riconoscere che sono stati 24 mesi in cui ho lavorato tra le 12 e le 16 ore al giorno, spesso senza pause e con il cervello sempre vicino alla fusione nucleare. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare, no? 

Fino a metà 2015 ho sfruttato le mie competenze occupandomi principalmente della costruzione di siti internet e dell’ottimizzazione della comunicazione di piccole imprese e privati. L’avvenimento che ad un certo punto ha totalmente ridimensionato il mio modello di business è stata la scoperta di Instagram e del “mondo segreto” che esisteva dietro quest’ultimo.

Un mondo che non conoscevo assolutamente, pieno di enormi opportunità nascoste in modo magistrale dietro la facciata che ogni giorno viene presentata agli utilizzatori abituali di questo social.vittorio-civinini-business-libero-4

Scoprii questa realtà grazie al corso Instagram On Fire di Dario Vignali e Stefano Mongardi, finendo poi per far uscire insieme a loro un secondo corso, Instagram Empire, con strategie avanzate che avevo scoperto durante un lungo periodo di test e ricerca con i miei attuali soci Renato e Daniele.

Con questi ultimi ho scoperto, inoltre, cosa significasse lavorare in team, e le incredibili potenzialità che il lavoro di squadra offre rispetto all’attività di freelance solitario.

Da lì è stato un continuo confronto quotidiano. Giornate intere di call su Skype, cartelle su cartelle condivise su Drive, divisione dei compiti secondo le competenze di ognuno dei tre.

E tante, ma tante, tantissime nottate insonni.

Insomma, un susseguirsi di dinamiche e di lavoro a stretto contatto, che alla fine ci ha permesso di costruire un solido network di pagine Instagram che oggi supera il milione di followers e attorno al quale ruota il nostro business di Riserz.

Su Instagram abbiamo cominciato da zero, sia chiaro, ognuno di noi tre il 29 Agosto 2015 postava la prima foto sulla rispettiva pagina appena creata 🙂

Ad oggi con Riserz svolgiamo attività su più fronti, dall’aiutare il processo di crescita degli account Instagram di privati e aziende, al collaborare con Brand Internazionali promuovendo i loro prodotti sui nostri account, fare Lead Generation, fino ad arrivare alla consulenza, al blogging e alle affiliazioni.

#2. La tua professione ti permette di essere libero e di lavorare dove, come e quando desideri: quali sono stati i passi fondamentali per arrivare ad abbracciare questo stile di vita?

In realtà (al momento in cui scrivo), non è da molto che posso “permettermi” questo stile di vita. Il percorso per arrivare qui è stato sudatissimo, e solo da poco posso finalmente essere libero di lavorare da dove voglio e come voglio.

Sul “quando lo desideri” invece è tutta un’altra storia, perché in questo lavoro la libertà è proporzionale agli impegni.

Ogni giorno (se si lavora bene), ci si afferma sempre di più nel proprio settore e questo comporta costantemente maggiori richieste, nuovi contatti e di conseguenza maggiori responsabilità.

Tornando alla domanda, più che dei passi fondamentali credo siano stati molteplici fattori del mio carattere che mi hanno spinto a compiere determinate azioni o fare determinate scelte.

Sicuramente alla base è stata complice una fortissima determinazione che mi è sempre rimasta fedele in tutte le cose che faccio.  Io credo che per costruirsi una professione che ti permetta di lavorare dove e come vuoi serva creatività più nell’approccio che nella messa in pratica. 

Intendo dire che approcciarsi in modo creativo annichilisce quasi l’importanza di ciò che poi andrai a fare nel concreto, risiedendo la tua forza nell’approccio stesso.

Cerco di spiegarmi meglio andando per analogie.

Dati i miei studi per lo più artistici, ho sempre spaziato in attività che all’atto pratico potevano risultare prive di senso, ma all’interno delle quali risiedeva un messaggio forte ed esplicito. 

Abbandonarsi all’istinto nel rovesciare dei colori su una tela, vedere in una canna da pesca un possibile attaccapanni, sfondare la grancassa di una batteria solo per averci visto un ipotetico pouf, vedevo e vedo la creatività persino nell’incazzarsi in un certo modo o amare in un certo modo.  

Credo sia stato questo genere di approccio assieme al mio bagaglio di esperienze a portarmi al raggiungimento dei miei obiettivi.

Crederci fino in fondo, rimanendo sempre con i piedi incollati a terra.

#3. Dacci la tua personale definizione di “libertà professionale”.

Andare a letto più felici di come ci si è alzati la mattina, giorno dopo giorno, per tutta la vita.

Ciò che c’è tra lo svegliarsi e l’andare a letto deve essere qualcosa che fai con gioia, questo è per me il più grande sinonimo di libertà. Se ti svegli felice di lavorare allora hai davvero fatto bingo.

Se vai a letto più felice di prima allora significa che hai pure passato una giornata costruttiva.

Se a tutto questo infine ci aggiungi che quel lavoro lo puoi fare da qualsiasi parte del mondo, con piena libertà decisionale e senza dipendere da un tuo superiore, allora non esiste nemmeno stipendio che tenga, che siano mille o diecimila euro al mese non fa la differenza.

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#4. Dal punto di vista formativo, quali sono stati i libri, i corsi, le risorse che ti sono stati particolarmente utili nel tuo percorso?

Di corsi ne ho comprati e studiati tanti, ma tanti davvero. Ricordo che agli inizi mi bruciai praticamente tutta la liquidazione del mio vecchio lavoro per acquistarne il più possibile.

Di libri non molti per due motivi, entrambi molto soggettivi: il primo è che ho sempre visto la lettura come un modo per rilassarmi e il poco tempo che mi è rimasto da dedicarle preferisco utilizzarlo per immergermi in un romanzo o un giallo e “staccare la spina”.  

Il secondo è che mi piace mettere subito in pratica le cose che apprendo, e i corsi o le videolezioni si prestano molto meglio a questo genere di approccio.

Ad ogni modo, la più grande risorsa che mi è stata messa a disposizione è la mia infinita curiosità. La consiglio a tutti, è figa, regala tante soddisfazioni e soprattutto è gratis.

#5. Come riesci a essere produttivo mentre viaggi? Utilizzi strumenti e risorse particolari?

Diciamo che non faccio il difficile, una volta che ho la mia moleskine, il mio laptop e una connessione internet, sono contento. Anche se devo ammettere che senza Spotify sarei molto meno produttivo 🙂

Per quanto riguarda gli “strumenti”, mi fanno compagnia 24 ore su 24 Google Drive e Skype, senza i quali collaborare a distanza con Dani e Renato sarebbe praticamente impossibile. 

All’occasione integro a questi due  anche Evernote e Telegram Web, quest’ultimo in particolare per tenermi in contatto con i collaboratori stranieri, dato che l’80% dei messaggi che scambio durante la giornata sono in inglese.

Da qualche settimana io e i ragazzi abbiamo inoltre abbandonato DaPulse in favore di Basecamp, del quale ci siamo letteralmente innamorati. Ringrazio di cuore Luca Ferrari per questa dritta fenomenale.

#6. Dal tuo punto di vista, quali sono i passi fondamentali per riuscire a intraprendere la strada del digital marketer?

Eh, che domanda difficile. Per rispondere bene dovrei fare una pausa, andare a prendermi un caffè e rifletterci sopra circa 75 ore e mezza.

A parte gli scherzi, credo che ci siano degli step imprescindibili come l’acquisizione delle conoscenze di base senza le quali non si poggia nemmeno il primo mattone, così come esistono step da affrontare che possono essere definiti genericamente intermedi un po’ da tutti, riconosciuti come la messa in atto delle competenze acquisite, ad esempio costruire il primo sito internet o la prima landing page.

Fondamentalmente però, se escludessimo “l’aspetto tecnico” (quindi l’apprendimento delle competenze necessarie ad agire) credo che gli step successivi andrebbero considerati come soggettivi, basati sulle esperienze vissute durante il percorso di ognuno.

Senza contare poi che la personalità di ciascuno di noi potrebbe portarci a fare determinate scelte piuttosto che altre e di conseguenza a compiere step diversi.

Tutta questa introduzione per dire semplicemente che dal mio punto di vista si potrebbe più facilmente trovare una costante nel definire gli errori da non commettere durante il proprio cammino, piuttosto che gli step che lo andranno a costruire.

Basandomi unicamente sulla mia esperienza di questi anni, di errori me ne vengono in mente molti, ma 3 in particolare scandiscono cronologicamente molto bene il mio percorso.

  • Studia ma a ‘na certa agisci

Uno degli errori più grandi nei quali si cade all’inizio è quello di ritrovarsi dopo mesi e mesi di studio senza ancora aver messo in pratica assolutamente nulla.

In questo lavoro la pratica sta alla base del raggiungimento dei risultati.

Quindi, se dopo tot mesi hai guardato otto milioni di video, letto migliaia di libri e ancora non hai testato mezza cosa di ciò che hai imparato, allora datti ‘na svegliata e recupera tutto il tempo che hai perso.

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  • Non fare il taccagno

Ci sono due momenti in particolare in cui si devono spendere più soldi: all’inizio, per acquistare i corsi necessari alla propria formazione (anche se in questo lavoro non si smette mai di studiare), e quando si comincia a fare sul serio, investendo cifre importanti per l’ottimizzazione o l’ampliamento del proprio business.

Ecco, il consiglio che mi sento di dare è quello di non avere paura di spendere i propri soldi sia nel primo che nel secondo caso.

Arriva sempre quel momento in cui dobbiamo giustificare a noi stessi un acquisto o un investimento, quell’attimo in cui il nostro stomaco si impossessa di noi e ci frena con le solite domande:

Saranno soldi ben spesi? Ne caverò fuori qualcosa di buono? Mi sarà utile? E’ una scelta saggia?

In quel momento prendi un grande respiro e fatti l’unica domanda veramente importante:

Sto andando All in? Se la risposta è no, allora spendi!

Se non stai rischiando tutto, se la cifra che devi investire non ti manda in rosso, non ti fa chiudere bottega, non ti lascia sotto un ponte, allora spendi!

Stiamo parlando del tuo futuro e se spendere qualcosa può velocizzare il tuo percorso, aumentare le tue skills, incrementare la tua percentuale di successo, allora fallo.

  • Non ti azzardare a fare il timido

Se c’è una cosa che fa crescere in questo settore più di ogni altra, è conoscere persone che hanno la tua stessa passione e fare networking con loro.

Anche se sei agli inizi, anche se non hai competenze, anche se stai ancora studiando e non hai strutturato il tuo business, puoi trovare qualcuno che è nella tua stessa situazione, e quel qualcuno potrebbe diventare un amico, un collega, o perchè no (come è successo a me dopo soli 9 mesi di conoscenza) un tuo socio.

7) Arriviamo alla fine di questo viaggio, con una domanda “classica”: cosa consiglieresti a un giovane che desidera iniziare un percorso professionale simile al tuo?

Curiosità, Pazienza, Ascolto e Resilienza.

Non è un segreto che questi siano alcuni degli aspetti che ritengo fondamentali nella costruzione di un business, dato che sono spiattellati nella mia home page su vittoriocivinini.com.

Curiosità, perchè senza questa splendida compagna si muore, letteralmente. Non importa che tu debba scavare fuori o dentro di te, scava e basta.

In entrambi i luoghi, te stesso o il mondo che ti circonda, ci sono cose incredibili che ti potranno un giorno tornare utili senza che tu nemmeno te ne renda conto. Quindi, non fermarti e scava.vittorio-civinini-business-libero-3

Pazienza, perchè non basta mai.

E quando va tutto bene, quando non stai faticosamente aspettando un risultato, quando hai appena raggiunto un tuo obiettivo, non dimenticarti della pazienza, bensì raccoglila e conservala gelosamente, perchè ci sarà sempre (e quando dico sempre intendo sempre), un momento in cui quella pazienza che hai custodito ti servirà tutta insieme.

Ascolto, perchè oggi chi non ascolta resta matematicamente un passo indietro.

Cosa intendo nello specifico te lo riassumo così: chi non ascolta è incapace di apprendere e chi non apprende è incapace di agire.

E non è un aforisma trovato su Google, lo credo fermamente e al 100%.

Serve autodisciplina. Se sei un ragazzo giovane e vuoi intraprendere questa strada, allora la cosa migliore che puoi fare è ascoltare tutti coloro che l’hanno già intrapresa e che stanno faticosamente portando a casa i propri risultati.

Siamo nell’era in cui i Social Network hanno esponenzialmente alimentato il nostro egocentrismo e risulta ogni giorno più raro trovare qualcuno che abbia la capacità di ascoltare realmente e in modo sincero ciò che gli altri hanno da dire.

Se vuoi davvero fare la differenza e raggiungere i tuoi obiettivi, allora impara ad ascoltare.

Resilienza, perchè fallirai. Esatto, è la dura verità ma va accettata. Ovviamente non te lo auguro, ma sappi che accadrà.

E non accadrà una volta sola, ma due, tre, dieci, venti o forse di più. Essere pronti a prendere cartellate in faccia è la prima regola, e la seconda regola è che esiste solo la prima regola.

Wikipedia definisce le persone resilienti come quegli individui capaci di far fronte in maniera positiva alle difficoltà, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi ai problemi, senza alienare la propria identità.

Io queste persone le chiamo in un modo solo: professionisti. Sul lavoro, con i colleghi, con il tuo team, con i clienti, vuoi essere un professionista? Allora impara ad essere resiliente.

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