L’inizio su Facebook per gioco, il futuro nel marketing digitale: ecco la storia di Riccardo Russo

Quando siamo entrati in contatto con Riccardo gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di lui e quello di cui si occupa, ed è stato allora che ci ha scritto la sua età: 17 anni.

Accidenti, sicuramente è tra i lettori più giovani di Business Libero!

E sicuramente anche tra i lavoratori più giovani del mondo digitale, che lo affascina tanto fin da quando era praticamente un bambino. Ma quello che ci ha colpito fin da subito di Riccardo sono state le numerose esperienze che ci ha raccontato, e la maturità con cui si è rivolto a noi.

Se questa storia ti incuriosisce, leggi cosa ci ha raccontato nella sua intervista 🙂

#1. Ciao Riccardo, benvenuto su Business Libero. Sul tuo sito si legge che già a 11 anni ti divertivi con le fanpage di Facebook: come hai cominciato ad interessarti al mondo online?

Ciao a tutti! Un grazie particolare, innanzitutto, a Monica e a Jessica che hanno deciso di coinvolgermi in questa intervista.

Sì, esatto. Mi sono avvicinato al mondo digitale in maniera del tutto casuale. Mentre i miei coetanei giocavano a Farmville o giochi simili, io mi dilettavo a creare delle fan page su Facebook, prevalentemente a sfondo ironico, rendendole virali.

Così col passare delle settimane, sempre più persone mi scrivevano intenzionati ad acquistare post pubblicitari sulle pagine che gestivo o erano interessati ad acquistare le intere pagine, accorgendomi, da un giorno all’altro, che era realmente possibile guadagnare online.

Il digital è uno dei pochi contesti che al giorno d’oggi permette un’application diretta e immediata. Tutto è nato così. Trovavo particolarmente interessante tutto il panorama offerto dal digitale e ho deciso di sperimentare qualcosa di nuovo, forse inconsueto per un liceale.

futuro nel marketing digitale riccardo russo#2. Ad oggi, quanto ti fa sentire libero il tuo lavoro? Hai in progetto di ampliare questa libertà?

Tantissimo.Trovo stimolante e motivante portare avanti attività dinamiche, spaziare costantemente su più progetti in maniera agile e flessibile, avere la consapevolezza di poter disegnare le mie giornate come meglio credo (escludendo ovviamente lo “scoglio” scolastico!).

E’ questa la più grande motivazione che mi porto dietro da un pò di tempo a questa parte.

#3. Il tuo lavoro consiste nel gestire l’intero processo di digitalizzazione del brand per PMI e liberi professionisti. Te ne occupi da solo oppure fai parte di un team di freelance?

Dipende. Dipende dalla tipologia di cliente con cui mi confronto e dalle richieste di quest’ultimo. Non è una novità, comunque, che affidi la parte realizzativa (dalla creazione di un sito web, alla realizzazione di un e-commerce allo sviluppo di un’app) a persone facenti parte delle mia rete, con cui collaboro.

La parte che curo personalmente riguarda tutto l’asset strategico di un determinato brand: imposto le strategie di marketing digitale dei vari clienti a 360°, operando costantemente col fine di portare a termine gli obiettivi strategici e comunicativi prefissati. 

Il mio intento è quello di avere sempre una visione piuttosto chiara e completa delle cose.

#4. Raccontaci l’episodio più strano che ti è capitato di vivere da quando lavori nel digitale!

E’ stato il 18 giugno dello scorso anno. In compagnia dell’amico Jacopo Mele, siamo andati alla presentazione di una web agency a Cava ‘de Tirreni. In costume. Abbastanza imbarazzante, considerando che la persona più casual indossava un jeans ed una camicia.

Cosparsi di salsedine, tra l’altro, vista la mattinata passata in Costiera Amalfitana!

#5. Viaggi per lunghi periodi durante l’anno o hai in mente di farlo in futuro? Dove?

Per via della scuola non spessissimo, organizzo qualche weekend fuori porta ma in generale preferisco nonfuturo nel marketing digitale esagerare 🙂 Tra qualche mese però spero ci sia un cambio di rotta radicale sotto questo punto di vista.

D’estate, invece, è tutto molto più semplice. Due anni fa ho fatto una vacanza studio in Inghilterra, tra Birmingham, Liverpool e Londra. La scorsa estate invece sono stato in Irlanda, tra la bellezza delle Cliffs of Moher e la vivacità di Dublino.

Mi piace viaggiare, e non come un semplice turista. Prendo in prestito le parole di Giulia Raciti, travel-blogger di cui nutro una profonda stima:

“Il turista è quello che torna a casa e mostra le foto come trofei di guerra e dice io ci sono stato, il viaggiatore è quello che ha delle storie da raccontare e qualche foto che possa documentarle e che dice io l’ho vissuto.”

Viaggiare significa sentirsi parte di un qui ed ora, anche in luoghi che hanno, apparentemente, poco in comune con noi. Finito il liceo non so ancora dove andrò a vivere. Milano, Roma, UK…non so. Riparliamone a Giugno!

#6. Suggerisci i due strumenti che hai trovato indispensabili per farti strada in campo digitale.

Il primo strumento è stato un blog, aperto qualche annetto fa. Scrivevo contenuti sul marketing digitale, con l’unico fine di rendermi utile offrendo le mie conoscenze e competenze a più persone possibili. Mi ha dato un’enorme visibilità, gliene sono riconoscente.

Il secondo strumento, che poi in realtà strumento non è, sono le persone. La rete che siamo in grado di costruirci. Ho capito, pian piano, che tutto ruota intorno ad essa. Sono le persone con cui scambiamo perennemente valore, che fanno tutta la differenza di questo mondo.

Ci si confronta, si migliora, si cresce.

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