Tradizione e digitale si incontrano

Far incontrare un settore tradizionale con le opportunità del digitale: è questo il filo conduttore della storia imprenditoriale di Alessandro e Marco Florio, fratelli, entrambi programmatori e soci.

Nel 2013 hanno dato vita a iDROwash, impresa che sviluppa sistemi di pulizia per superfici esterne e ora, a distanza di 3 anni, la loro realtà è in costante crescita, grazie soprattutto al web.

Li abbiamo incontrati e ci hanno raccontato la loro storia e quello che hanno creato. Seguiteci!

#1. Alessandro e Marco, come avete dato vita alla vostra impresa digitale e qual è stata l’intuizione che vi ha portato a crearla?

L’idea nasce durante i lavori per ristrutturare un rustico ereditato dal nonno. Ci avevano consigliato di demolirlo e ricostruirlo, ci dicevano che sarebbe costato di meno. Ma ci sembrava un enorme spreco e così ci siamo messi a cercare una soluzione.

Grazie ad internet la svolta, abbiamo visto negli Stati Uniti alcuni artigiani usare una tecnologia che poteva fare al caso nostro. Ma non ci bastava, volevamo una soluzione sostenibile, che riducesse o eliminasse l’uso di prodotti chimici.

Un problema non da poco, visto che queste sostanze si sarebbero disperse nel luogo che poi avremmo dovuto abitare.

Così da un problema personale è nato iDROwash, una opportunità per tutti. Una soluzione, distribuita come servizio, per la manutenzione e riqualificazione degli edifici e luoghi pubblici. Ma volevamo anche che l’azienda avesse una chiara impronta digitale, e in questo i social avrebbero avuto un ruolo centrale.

#2. La vostra impresa è uno degli esempi di come l’economia digitale funziona anche per un settore tradizionale: quali sono i vantaggi e i punti di forza di questa dinamica?

Il nonno era un artigiano edile, mentre noi, due programmatori. Due mondi apparentemente lontani e spesso considerati inconciliabili. Se si pensa che il problema sia solo culturale, di un settore tradizionale che resiste al cambiamento, ci si sbaglia.

Per poter comunicare il valore del digitale è indispensabile un linguaggio semplice (mai banale) con esempi concreti e vicini all’esperienza quotidiana. Altrimenti non sei credibile. Tutto il resto fa solo danni e finisce solo per allontanare ancora di più questi mondi.

Altrettanto importante è capire che il digitale non può essere imposto dall’esterno. È un percorso e un’evoluzione interna alle aziende e c’è chi lo capisce e c’è chi forse non lo capirà mai. E così in un mercato saturo si creano opportunità di mercato per chi saprà approfittarne.

idrowash

#3. Cosa significa, per voi, essere un imprenditori del web?

Per molti settori tradizionali, il web è uno strumento “nuovo”, quasi sconosciuto. Sembra strano, ma un’impresa di pulizie che trova clienti online, nel 2016, fa notizia. Ne ha parlato Millionaire – il mensile di business più letto – nel numero di settembre di quest’anno, in cui ha dedicato un approfondimento sulle aziende che fanno soldi su Facebook.

Non pensavamo di suscitare tanto clamore, trovare clienti sui social non è certo una novità assoluta! Ora siamo contattati da aziende italiane e anche straniere, non solo per collaborazioni di lavoro ma anche per avere consigli su come sfruttare il web.

#4. In che modo e con quali strumenti riuscite a gestire un business online?

Il sito web è uno strumento ormai superato?! Questa non è solo una nostra idea ma forse un scenario che potrebbe concretizzarsi da qui a qualche anno. Di qualche mese fa la notizia che in USA oltre il 50 % delle ricerche di acquisti online non inizia da un motore di ricerca come Google, ma direttamente sul sito di Amazon.

Il sintomo di un grosso cambiamento, qualcosa che potrebbe ripetersi anche per altre tipologie di ricerche. Ad esempio Facebook e gli altri social potrebbero non solo sostituirsi ai motori di ricerca ma addirittura rendere i siti web non più indispensabili.

Certo, ipotesi di cui le aziende grandi e piccole dovrebbero tenere d’occhio. Non essere sui social potrebbe rivelarsi un errore fatale. Dopotutto, chi oggi ha meno di 25 / 30 anni usa in massa i social network. Non esserci, per quello che è e sarà il mercato del futuro, è come non esistere.

#5. Quali sono i corsi e le risorse che vi hanno permesso di formarvi in questo settore?

Non ci sono esperti, nè corsi, nè risorse per formarsi adeguatamente. Il social è un fenomeno ancora troppo giovane e in costante mutamento. Stiamo tutti sperimentando (o al massimo imitando altri) alla ricerca della ricetta “giusta”.

La visibilità è importante ma deve far vendere altrimenti non serve a molto. Metterci la faccia è molto importante soprattutto su un social che si chiama “Facebook”.

idrowash

#6. Ultima domanda: cosa consigliereste a un giovane che sogna di avviare un’attività imprenditoriale legata al web?

Oltre le app c’è vita! Si, è possibile fare impresa in settori tradizionali.

C’è bisogno di idee, di innovazione nei modelli di business spesso vecchi di decenni. Bisogna sgomitare per farsi largo ma in molti casi non c’è concorrenza o questa è molto lenta a reagire. In Italia, nel nostro settore, non conosciamo altre realtà giovani e innovative e forse non ce ne sono neppure nel resto d’Europa.

Dall’altra parte però – salvo rari casi – mancano iniziative concrete di supporto, i premi e i riflettori servono a poco se non ci sono politiche industriali adeguate. E non è solo un problema di politica o di soldi pubblici ma anche di rappresentanza di categoria inadeguata.

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