Fare tesoro delle esperienze passate per trovare il coraggio di cambiare: la storia di Giulia Raciti

Chi è Giulia Raciti?

Una ragazzaccia classe 1980 che ha ‘sempre fatto le cose di testa sua perchè le intuizioni non le sono mai mancate e ha sempre creduto nei sogni.’

E così, passo dopo passo, ha avverato davvero il suo sogno di ‘viaggiare per il mondo e di riuscire a sganciarsi da lavori basati in ufficio mantenendo una sua indipendenza.’

Giulia si è dimostrata entusiasta di raccontare il suo percorso fin dal primo contatto, e noi non possiamo che apprezzare l’energia e l’intraprendenza che alimentano le esperienze che ha vissuto.

Potete trovare i suoi viaggi e i suoi suggerimenti sul sito Viaggiare Low Cost oppure sui suoi profili Facebook, Twitter, Google Plus e Instagram.

Eccovi la sua storia 🙂

1. Cosa significa per te ‘libertà’ e quando ti senti veramente libera?

Libertà per me significa poter esprimere il mio pensiero senza condizionamenti sentendomi, per l’appunto, libera di andare controcorrente, sempre nel rispetto della libertà altrui.

Lavorativamente parlando, visto che godo anche del privilegio di poter avere questo tipo di libertà,  significa gestire le mie giornate senza obblighi di orario né di sede, darmi dei limiti ma potermi anche organizzare come meglio credo.

Sul quando mi sento –  o mi sia sentita – veramente libera, posso dire che in verità mi sono sempre sentita tale anche quando lavoravo dalle 9 alle 18 o quando, comunque, la mia era una classica vita di routine (su questo però devo dire che non lo è mai stata del tutto, ho sempre avuto molti interessi che rendevano le mie giornate speciali).

Ero libera anche in quei momenti perchè, quando cominciavo a sentirmi schiava di una routine che non apprezzavo più, mi sono sempre presa la responsibilità di cambiare e ritrovare un equilibrio perduto.

2. Pensi mai alla tua vita prima del grande cambiamento? Quali sono le emozioni che associ a quei pensieri?

Certamente penso spesso a quel periodo e con tanto piacere. Quella vita è stato un momento importantissimo e parte di un percorso che mi ha portata al cambiamento che si vede e si riconosce oggi.

Ho lasciato la Sicilia a 18 anni per andare a studiare a Roma. Dopo 9 anni a Roma, studio prima e lavoro poi, mi sono trasferita in Inghilterra con un budget di circa 1. 500 € in banca.

Ho trovato lavoro come cameriera quasi subito e, 10 mesi dopo, in seguito al licenziamento dal ristorante, mi sono sentita pronta per il salto successivo.

Due settimane dopo il licenziamento ed una certosina ricerca di lavoro, ho cominciato a lavorare come Italian SEO Executive per una grande multinazionale.Giulia Raciti

Qui ho imparato i primi rudimenti del SEO e del Web Marketing, nozioni che mi sono servite negli anni per far crescere il mio blog e portarlo ad essere, oggi, la mia principale fonte di guadagno.

Gli anni di Londra sono stati essenziali. Ho imparato a vivere con pochi soldi, ho imparato una nuova lingua, ho vissuto sulla mia pelle la “democrazia del lavoro” per cui di anno in anno la mia posizione ed il mio stipendio aumentavano ed ero premiata regolarmente per il lavoro svolto.

Guardando al passato vedo un percorso di crescita di cui vado orgogliosa, una scuola in cui ho imparato che quello che volevo dovevo guadagnarmelo ma che avevo le carte in regola per farlo.

Le opportunità bisogna sapersele trovare. Così ho cominciato a fare.

I pensieri che associo sono di orgoglio e crescita. Un bellissimo momento, circondata da gente di tutto il mondo ed una scuola lavorativa di primo livello che mi ha fatto muovere i primi passi nel mondo online.

Un’ esperienza a cui sono incredibilmente grata e a cui penso con romantica malinconia.

3. Qual è stata l’idea vincente e come ti è venuta in mente?

L’idea vincente è stata quella di mettere in contatto i viaggiatori con i piccoli operatori locali, da un lato, e dall’altro creare un network di viaggiatori, i consulenti di viaggio, che aiutano queste piccole attività a sviluppare attività di vendita online.

Viaggio dal 2011 in solitaria e, anche se ho sempre viaggiato in maniera indipendente, quanto più passava il tempo tanto più mi rendevo conto che non tutti, per questioni di tempo, possono dedicare mesi (se non anni come nel mio caso) al viaggio.

Altri semplicemente non sono amanti degli imprevisti ma preferiscono piuttosto affidarsi a qualcuno dal punto di vista organizzativo e logistico per creare un viaggio su misura.

Non essendo amante dei viaggi di gruppo ed essendo una viaggiatrice indipendente che supporta le comunità locali, ho trovato una soluzione per me etica ed interessante: la possibilità di organizzare viaggi personalizzati, disegnati su misura, collaborando con piccoli operatori in loco che sanno fare molto bene il loro lavoro ma hanno poche risorse per potersi far conoscere.

L’idea è nata alle isole Galapagos, durante i mesi passati nell’arcipelago.

Avevo un blog di viaggi da ormai 2 anni, in questo raccontavo di una tipologia di viaggi  allora non molto frequenti, né comuni, in destinazioni particolari.

In seguito ad alcuni articoli sulle Galapagos, di cui si sapeva molto poco, ho ricevuto una semplice email da qualcuno che aveva trovato il mio post interessante, e che diceva più o meno così:
“Puoi aiutarci a viaggiare nelle Galapagos senza fare una crociera e affidandoci a operatori in loco?”.

Avevo in effetti le conoscenze ed i contatti giusti per poterlo fare e così, un po’ per scherzo, è nata quella che oggi è la mia attività principale.

Tutto è quindi nato da un blog post. Con il passare del tempo, chi aveva viaggiato alle Galapagos ha chiesto aiuto su altre destinazioni e dal piccolo arcipelago nel cuore del pacifico le destinazioni sono aumentate, così come i collaboratori e le esperienze di viaggio che oggi sono in grado di offrire.

Oggi ho affianco a me dei collaboratori che svolgono il lavoro di consulenti di viaggio ed altrettante piccole agenzie locali che concretizzano queste esperienze realizzando sogni di viaggio in particolare in America Latina ed Africa. 

4. Dal punto di vista formativo, ci sono stati dei corsi specifici che ti sono stati utili nello sviluppo della tua attività?

Nessuno. Fondamentali sono invece stati gli incontri che mi hanno illuminata lungo il percorso cominciato quasi 20 anni fa. Lezioni non accademiche o impartite a uno dei tanti corsi a cui ho preso parte.

La vera gavetta l’ho fatta lavorando per altri, studiando affiancata da professionisti che hanno avuto il coraggio di darmi delle responsabilità e rispettare quello che anche io avevo da dire, anche quando credevo che il mio parere valesse poco.

Credo che per avere una idea vincente non servano corsi. Serve circondarsi da persone positive e creative che stimolano la nostra immaginazione e, invece di schiacciare i nostri sogni, ci aiutano a farli crescere. Persone che ci aiutino a credere nelle nostre idee e ci diano le giuste spinte per realizzarle.

Giulia Raciti

5. Quali sono i progetti/aree del tuo business che ti permettono di essere più economicamente indipendente?

La pianificazione viaggi in collaborazione con operatori locali.

6. Da instancabile viaggiatrice quale sei, qual è il paese o l’esperienza a cui ti senti più legata?

Le destinazioni sono due perchè hanno rappresentato momenti di svolta nella mia vita. Queste sono le Galapagos e l’Etiopia.

Queste mie menzioni vanno oltre la bellezza, tra l’altro indiscussa, di entrambe le destinazioni tanto differenti tra loro ma hanno a che fare più con me e il momento particolare che stavo vivendo in quei contesti, ed i limiti di fronte ai quali mi hanno posta.

Le Galapagos perchè, oltre ad essere un arcipelago unico nel mondo che permette un viaggio particolare nella natura e segue delle regole rimaste immutate nel tempo – molto distante dal viaggio/vacanza al mare o ai Caraibi – ha rappresentato un momento di svolta lavorativo ma anche personale.

Quando sono arrivata alle isole ero stanca di più di 2 anni di viaggio in solitaria e con pochi soldi.
La mia vita era chiusa in uno zaino di 10 kg e il mio budget non poteva superare i € 600 al mese, quello che guadagnavo al tempo.

Volevo che tutto finisse in quel preciso momento, ero stremata da quel tanto errare e vagabondare. Desideravo tornare in Europa ed avere una vita normale, quella le cui regole due anni prima mi stavano strette.

In questo angolo pacifico dell’ America Latina mi sono ritagliata del tempo per riflettere, per uscire dagli schemi in continuo movimento a cui mi ero abituata e che davo quasi per scontati, chiedendomi se a quel punto stavo viaggiando per me o per gli altri.

E’ stato nuotando in quelle acque che ho capito che la mia vita era arrivata ad un momento di svolta.

La vita da nomade, con uno stipendio piccolo ma che comunque mi aveva permesso di viaggiare per più di due anni – lavoravo come consulente SEO freelance per € 600 al mese da remoto – era arrivato ad una fine e dovevo ammetterlo a me stessa.

Avevo voglia di fermarmi, le mie priorità erano cambiate e dovevo tornare in Europa (a casa quindi) per poter ricominciare seguendo una nuova strada che, senza rendermene conto, avevo in verità cominciato a spianare tempo prima.

La libertà provata fino ad allora stava diventando una perdita di senso dell’orientamento. Era tempo di tornare e di finire l’avventura dove mai avrei potuto immaginare ma che rappresentava la condizione ideale.

Le Galapagos sono un luogo magico ed unico, qui ho deciso di prepararmi per il gran ritorno dopo quasi 3 anni per il mondo. Rappresentavano il luogo perfetto.

L’Etiopia invece ha un ruolo importante perchè mi ha messa di fronte ad un mondo che disconoscevo, l’Africa Sub Sahariana, e mi ha provata lasciandosi amare a piccoli passi.

Sapevo poco dell’Africa e ancora meno dell’Etiopia eppure il viaggio in Africa nera è cominciato da li, probabilmente non il Paese più semplice ma sicuro avventuroso.

E’ stato lì che ho superato la grande paura del continente nero che, tra tutti, è quello che meno si conosce ed è vittima di pregiudizi e che, dopo 10 mesi di viaggio, ho realizzato potesse rappresentare la mia maturità anche di viaggio.

E qui, sola e spaesata, sono stata tenuta per mano da tanti sconosciuti che si sono presi cura di me facendomi amara l’Africa ma soprattutto la sua gente.
Una svolta personale e anche di viaggio che mi ha fatto fare un salto, insegnandomi a gestire anche le situazioni più estreme come quelle di un viaggio con i mezzi pubblici.  

Giulia Raciti

7. Momento suggerimenti e dritte: secondo te cosa è meglio fare e cosa invece è meglio evitare di fare quando si intraprende questo tipo di percorso?

La parola giusta è per l’appunto “percorso“, che non implica l’ottenere risultati dall’oggi al domani.

Cosa fare:

  • Avere una idea – più o meno chiara – ma lasciarsi aperti a cambi di direzione;
  • Capire cosa si sa fare e non lasciarsi abbindolare dalle storie degli altri (la mia storia non è uguale alla tua, abbiamo seguito percorsi differenti quindi se una cosa funziona per me non per forza deve funzionare per gli altri);
  • Seguire la propria strada;
  • Lavorare tanto e prepararsi a scontrarsi con le prime sconfitte, essere in grado di non abbattersi e rimettersi a lavoro aggiustando il colpo;
  • Pianificare e darsi il giusto tempo per raggiungere i risultati

Cosa non fare:

  • Licenziarsi dall’oggi al domani perchè questo vuole la “moda”;
  • Avere fretta;
  • Lasciarsi affascinare dai primi soldi facili ma continuare a lavorare avendo prospettive sul lungo periodo

La passione deve diventare per forza un lavoro? Questa è stata una domanda che mi ha tormentata per lungo tempo. Mi sono chiesta per anni se la mia passione dovesse, e potesse, diventare il mio lavoro.

Parlo del viaggio ovviamente, ho la passione della lettura ma non ho mai creduto potessi diventare una scrittrice, amavo viaggiare ma non mi piaceva farlo per lavoro o per brevi periodi in cambio di retribuzione o rimborso spese.

Ci ho provato, prima di rifiutare ho creduto che era mio compito provare e poi decidere. Nel momento in cui il viaggio, per un periodo, è diventato il mio lavoro qualcosa è accaduto.

Ero priva di entusiasmo ma soprattutto mi sono chiesta fino a quando avrei avuto l’energia di viaggiare ininterrottamente per raccontare il mondo agli altri quasi dimenticandomi del motivo principale per cui avevo viaggiato ormai per 4 anni: il mio piacere personale.

Ho seguito la mia testa, che va sempre un po’ controcorrente, e ho volontariamente deciso di distinguere le mie esperienze di viaggio dal lavoro inventandomene uno.

Un lavoro che mi permettesse di agire dovunque fossi e non intaccasse realmente le mie esperienze di viaggio future ma che, invece, si basasse su quelle passate.

Il mio lavoro è così nato un po’ per caso, un po’ per fortuna.

Da un blog di viaggio, che oggi continua ad elargire consigli per viaggiare in maniera indipendente ma di cui ho ampliato la missione.

Quindi il mio consiglio è uno solo: segui la tua strada e differenziati, solo così riuscirai a portare a termine il tuo progetto. Altrimenti rischi di vivere la vita degli altri, che va bene per loro ma non necessariamente per te.

2 thoughts on “Fare tesoro delle esperienze passate per trovare il coraggio di cambiare: la storia di Giulia Raciti”

  1. Raffaela says:

    Brava Giulia, ti seguo spesso, mi piace il tuo approccio al “viaggio”,la tua curiosita’, viaggiare da sole intorno al mondo non e’ cosa semplice…….anch’io viaggio da anni in solitaria un po’ come te ,brava anche perche’ sei riuscita a trasformare questa passione in una grande opportunita’ di lavoro…..buona fortuna, suerte.

    1. Monica says:

      Ciao Raffaella,

      ti ringraziamo per averci lasciato la tua opinione all’articolo 🙂
      Siamo d’accordo con te, viaggiare da sole non è facile e richiede molto coraggio e determinazione.

      Dalle tue parole ci è sembrato di capire che anche la tua vita è all’insegna della libertà quindi, se ti va di parlarcene in un’intervista, noi siamo sempre alla ricerca di nuove storie da raccontare!

      A presto,
      Monica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *