Giovanna Vitacca racconta il suo business libero con il progetto #iosonociochevedi

Giovanna è una Style e Communication Coach che “aiuta le persone a fare in modo che il fuori, da come si vestono a come si muovono, da cosa pubblicano online a cosa dicono in una conferenza, non vada in conflitto con tutto quello che sono dentro”.

Dopo tanti anni come dipendente, ha ritrovato il suo equilibrio personale e professionale anche grazie al progetto #iosonociochevedi. Ecco la sua succosissima intervista 🙂

progetto #iosonociochevedi

#1. Dopo 20 anni di azienda oggi ti occupi di Consulenza di Immagine e Comunicazione: cosa ti ha fatto fare il “salto”?

20 anni come dipendente sono tanti. Ero arrivata al punto che sentivo di non imparare più niente, né di poter dare di più all’azienda dove lavoravo.

Avevo bisogno di cambiare aria, trovare nuovi stimoli, cambiare interlocutori e anche quotidianità. E’ stata questa la spinta. La voglia di rimettermi in gioco, di ripartire da me per affrontare nuove avventure e nuove sfide.

E’ stato illuminante perché ho attinto al mio Io più profondo riscoprendo i miei talenti, le mie passioni che nel lavoro come dipendente devi in qualche modo accantonare perché sei parte di un ingranaggio.

Poi ovviamente dipende dall’azienda, ma tendenzialmente in questi contesti non può emergere la personalità rispetto al gruppo. Se sei troppo ‘agguerrita’ c’è chi ti mette al tuo posto, e a me questa situazione dopo tanto tempo stava stretta.

Avevo bisogno di andare oltre, di potermi esprimere, di non dover più dire “Sì signore” anche quando sei totalmente in disaccordo con la direzione. E questo a prescindere dal ruolo.

Quando sono uscita dal mondo aziendale ero un director, quindi con certe responsabilità e anche un certo livello di autonomia, ma sei comunque incasellata.

Credo sia stata una delle decisioni più felici della mia vita fare questa virata. Non ero più io. A 40 anni ho recuperato le mie passioni della gioventù, mi sono tolta di dosso la polvere e sono tornata a brillare. Io mi sento così, finalmente libera di essere me stessa e di fare davvero ciò che mi piace.

#2. Raccontaci il significato che attribuisci al tuo “business libero”?

Un grandissimo significato. E la ‘libertà’ nella sua massima espressione.

Non solo libertà di gestire il proprio tempo, la propria vita ma libertà mentale, priva di condizionamenti. I limiti sono quelli oggettivi legati alla quotidianità, ma dentro puoi volare con il pensiero e prenderti tutto lo spazio e il tempo necessario perché i sogni possano concretizzarsi.

Sei tu a condurre il gioco e ad avere l’onere e l’onore del suo successo o insuccesso. Sapere che sei tu, solo tu a determinare gli eventi è una grande responsabilità, ma la soddisfazione è proporzionale.

#3. Quali sono i tuoi obiettivi come persona e come professionista?

progetto #iosonociochevediCambiare lavoro ha influito tantissimo sul mio stile di vita e su me. Ho trascorso un anno a ritrovarmi, a ricentrarmi. A farmi domande e a darmi risposte a tutto tondo, sul significato delle cose, delle relazioni, dei sentimenti, degli errori e di ciò che imparato da questi.

Come persona oggi posso dire di essere in equilibrio. Non credo nella perfezione delle persone e delle situazioni, ma si lavora costantemente per raggiungere almeno l’obiettivo della serenità.

Ecco per me questa è la più grande conquista. Essere serena.

Professionalmente il mio obiettivo è essere riconosciuta come una professionista autorevole. Per me è questo che conta: avere una buona reputazione. Le competenze e l’esperienza contano tanto ma più di tutto le persone, il mondo che ti circonda deve credere in te.

E credo che questo traguardo lo si può raggiungere solo se tu stessa credi fortemente in te, nelle tue passioni. Solo se ami davvero ciò che fai.

#4. Qualche mese fa hai dato vita al progetto #iosonociochevedi: raccontaci di cosa si tratta!

Si tratta di una campagna volta a sensibilizzare il pubblico sui concetti di trasparenza, coerenza e autenticità sul web.

In generale come valori che dovrebbero essere propri di ogni individuo anche nella vita reale ma, in particolare, sul web come principi sui quali basare relazioni costruttive e sostenere in modo efficace anche la propria immagine professionale.

Oggi siamo tutti personaggi pubblici. Basta avere un profilo social per essere sotto le luci dei riflettori. Il nostro pubblico sono i nostri amici in primis, ma per chi lavora con il web il pubblico è tutta la community fatta di clienti, partner, fornitori, colleghi, influencer.

La grande differenza rispetto agli attori che calcano le scene è che noi siamo persone vere, non stiamo recitando o interpretando un ruolo. Noi dobbiamo essere autentici per generare identificazione, riconoscimento e credibilità.

Questo progetto si propone quindi di spingere gli utenti della rete a sintonizzare forma e sostanza, immagine esteriore e contenuto, vita reale e virtuale affinché anche la piazza del web sia un’estensione del proprio mondo e non un universo parallelo dove essere altro da sé o addirittura proporsi con profili finti e ingannevoli che generano solo false aspettative e delusione.

La campagna, terminata a fine luglio 2017, è in realtà solo il primo atto di un progetto più ampio che vuole affermare #iosonociòchevedi come brand dedicato alla promozione e diffusione di messaggi e contenuti di valore legati al mondo della comunicazione. Dell’immagine e della coerenza tra le due anime.

La rete è il mezzo privilegiato per sostenere questa iniziativa e per creare una community di riferimento che condivida i temi trattati e a sua volta sia propulsore per la loro divulgazione.

Community fatta non solo di utenti, professionisti, influencer, ma anche di aziende che hanno fatto dell’autenticità una delle loro fondamenta per costruire la propria credibilità e reputazione.

#5. Ultima domanda: quali spunti e consigli ti senti di dare a chi vuole creare il proprio “business libero”?

Non avere fretta. Lavorare in proprio richiede molta focalizzazione ma innanzitutto va fatto un grande lavoro su sé stessi, di introspezione.progetto #iosonociochevedi

Chiedersi chi sono, cosa voglio, cosa vorrei essere e quali sono i miei obiettivi. Non si può rispondere velocemente a queste domande. Hanno bisogno di lungo tempo per essere elaborate e non è detto che poi la visione del futuro sia così chiara da subito.

A volte le risposte arrivano mentre vivi le situazioni, le persone, semplicemente. Le cose ti arrivano, se le forzi quasi sempre poi le perdi per strada.

Certo non è semplice gestire questo lasso di tempo se nel frattempo devi vivere e magari hai anche una famiglia da gestire ma ripeto, forzare la mano può diventare un boomerang. L’acqua deve scorrere e prima poi troverà la sua strada.

Questo aspetto più contemplativo non deve certamente paralizzarci.

Fondamentale è anche avere un metodo di lavoro, darsi degli obiettivi chiari anche a breve termine, piccoli traguardi da conquistare che poi segnano la via per mete più ambizione. E così, mattoncino dopo mattoncino costruiamo la nostra strada.

Infine, non chiudersi. Il networking oggi è tutto. “Fare cose e vedere gente” sembra una frase fatta, ma è vitale al giorno d’oggi.

Le relazioni sono dei vasi comunicanti che prima o poi portano qualcosa di buono. Esserci ti fa esistere.

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