Freelance: la vacanza nello zaino, sempre, dovunque

Un tavolino sulla sabbia, uno zaino che ospita strumenti essenziali, fotocamera, action cam, laptop, quaderni, penne e passaporti, una birra con un nome strano e l’oceano che dipinge il bagnasciuga.

Le dita giocano con i cordini del costume e gli occhiali da sole non servono, perché a volte hai l’esigenza di sentire i raggi, che come spilli ti punzecchiano la pelle .

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Una notifica saltella sullo schermo dello smartphone e ti ricorda che hai la fast boat tra poche ore, ma che devi finire quel lavoro in sospeso, quello per un nuovo cliente, con cui hai chiuso una trattativa poco prima di partire.

E allora tiri fuori il portatile, sperando che la batteria sia generosa, perché non hai voglia di rientrare nel bar e rinunciare all’ultimo tramonto di questo luogo che va via veloce verso l’orizzonte.

Wifi, connessione, mail. Un sorso di birra e un altro di raggi di sole a metà tra l’arancione, il rosso e il giallo. Mail, le dita vanno su e giù come sulla tastiera di un pianoforte, invio. Controlli l’ora, giusto per capire se hai preso in tempo il fuso orario, altrimenti la risposta si farà attendere.

Ma lavori anche in vacanza? Che sfortuna” ti dice una ragazza italiana che hai conosciuto poco fa.

Sorridi e annuisci, pensando che sì, è vero, stai lavorando (anche se ti risulta complicato chiamarlo ‘lavoro’), ma non sei in vacanza, non lo sei mai. Come puoi chiamare vacanza una condizione che puoi ricreare ogni giorno dell’anno, in qualsiasi posto del mondo? In fondo, ti basta un pc, uno smartphone e una buona connessione e ti porti “la vacanza” in giro nello zaino, dove vuoi, da dicembre a dicembre.

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Ed è uno di quei momenti in cui realizzi quanto sono preziose la possibilità e la libertà che hai costruito, tassello dopo tassello, minuto dopo minuto.

Non ti capita spesso di ricordartelo ed è sbagliato, perché a volte si rischia di dare per scontato tutto questo o si rischia di costringere la medaglia a mostrare solo il proprio lato negativo. Esiste, inutile nasconderlo, ma la vita di chi ha deciso di saltare sul treno dei freelance, dei liberi professionisti e degli imprenditori, ha un sapore incredibilmente intenso, capace di generare vita, entusiasmo e passione.

Un suono richiama la tua attenzione e guardi lo schermo del portatile. Il cliente ti ha risposto e alla fine della mail ha aggiunto gli auguri di buon ferragosto. Controlli la data velocemente: è vero, è il 15 agosto, e non ci avevi nemmeno fatto caso; è vero, è il 15 agosto, tu sei in un’isola del sud-est asiatico con un laptop sulle ginocchia, e stai ringraziando la vita per averti dato la possibilità di “lavorare” in quella che tutti chiamano “vacanza”.

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