L’opportunità di dire NO a clienti velenosi

Questo non è un articolo motivazionale o appartenente a categorie simili, anche se il titolo può far pensare il contrario. Questo è un articolo che prende forma a partire dalla voglia di condividere delle considerazioni che nascono da esperienze di lavoro e di collaborazioni.

Semplicemente questo. Sì, ok, ma considerazioni riguardo cosa, vi starete chiedendo.

Considerazioni riguardo l’opportunità (e sottolineiamo opportunità) di dire di NO a dei potenziali clienti o a dei già clienti, di rifiutare dei lavori, di scegliere davvero con chi collaborare e chi lasciare fuori dalla porta.

E dire di no a un potenziale cliente sarebbe quindi un’opportunità? Certo.

Ma non stiamo parlando di un potenziale cliente qualsiasi, stiamo parlando di quella categoria che tutti i liberi professionisti, i freelance e gli imprenditori conoscono molto bene. Ovvero quei clienti velenosi, che non solo rubano vitalità ed entusiasmo al tuo mestiere, ma iniettano anche negatività nella tua attività.

[ATTENZIONE: Un cliente che è velenoso per te potrebbe non esserlo per qualcun altro, quindi è sempre un discorso soggettivo]

Aspetta però, prima di continuare, ti consigliamo di leggere questo articolo solo se:

a) Consideri le persone con cui collabori (che siano collaboratori esterni, dipendenti o fornitori) come delle PERSONE e non come dei numeri

b) Consideri i tuoi clienti (imprenditori, altri liberi professionisti, utenti, clienti privati) come delle PERSONE e non come dei numeri

Non è scontato e, se per te lo è, be’ meglio così 🙂 Ma non è raro sentire imprenditori che affermano di considerare le altre persone o come un peso o come generatori di denaro.

dire no a clienti velenosi

Quindi, poste queste basi, torniamo a noi e alla nostra opportunità.

La tendenza per un freelance, un libero professionista o un imprenditore, soprattutto se si trova nelle fasi iniziali del suo percorso indipendente, è cercare di dire sì a tutti i nuovi potenziali clienti perché non si sa mai e il lavoro quando c’è è meglio prenderlo al volo.

Da un lato dire di sì e dall’altro cercare in tutti i modi di accaparrarsi nuovi clienti, adeguandosi alle loro richieste.

Premettendo che NON c’è nulla di SBAGLIATO a voler cercare di essere flessibili, accontentando le richieste dei clienti, così come non c’è nulla di sbagliato nel voler cercare di ingoiare qualche boccone amaro per far stare un po’ meglio il portafoglio (guardiamo in faccia la realtà), c’è chi amplifica questi due comportamenti. 

Arrivando, da un lato, ad accettare qualsiasi cliente e, dall’altro, a provare ad accontentare tutti i clienti che già ha e i nuovi arrivati.

Spesso l’azione di accontentare si traduce in: “Faccio di più, ok, ma ti faccio pagare uguale oppure anche meno, perché mi hai fatto notare che sono troppo caro” e questo rappresenta un danno.

E l’amplificazione, l’esagerazione e il protrarsi di questi due comportamenti sono estremamente dannosi per te, per la tua attività, per il tuo business. Per la tua vita.

Non stiamo parlando di piccole eccezioni, che sono concesse a tutti, ma stiamo parlando di comportamenti che perdurano.

“Sì, certo, e se poi cerco di mettere dei paletti e i clienti vanno da qualcun altro?”

Ma a questo punto recupera e srotola anche il miglior tappeto rosso che riesci a trovare, per accompagnarli alla porta! Se ne vogliono andare? Prego, signori, nessuno vi obbliga a restare.

“E se ho mutuo, affitto, bollette da pagare e altre spese?” 

Ovviamente non stiamo parlando di lasciare tutti i clienti da un giorno all’altro così senza preavviso, ma di adottare un metodo che costruirai mattone dopo mattone, in modo naturale. E che ti consentirà di accogliere nella tua cerchia professionale solo clienti con cui ti trovi in sintonia e che rispettano te come professionista e come persona.

Alla fine non ti accorgerai nemmeno di aver perso tutti i clienti velenosi. Solo un folle lascerebbe tutti i clienti da un giorno all’altro solo perché comprende che sono dannosi per lui. E i gesti folli non ci interessano 🙂

Quello che vogliamo condividere oggi è quel particolare momento della vita professionale di ognuno di noi (magari ti è già successo o magari deve ancora arrivare) in cui capisci che c’è troppo inquinamento nella tua attività. Un inquinamento portato dall’esterno.

E capisci che non lo riesci più ad accettare, che quel boccone amaro che stai per ingoiare stavolta è davvero troppo grande, e devi fare qualcosa per cambiare le carte in tavola, prima che il grado di tossicità risulti troppo elevato.

Questo momento, in cui ci rendiamo conto di ciò che sta avvenendo, è fondamentale ed è essenziale dargli ascolto e non rimandare il dialogo con lui.

Ognuno di noi, prendendosi del tempo e analizzando la propria situazione, capirà quali sono le cause di questo inquinamento. E a quel punto cercherà, un passo alla volta, di allontanarle o di strapparle, a seconda delle condizioni.

dire no a clienti velenosi

Ricorda, però, quello che noi definiamo “veleno” e lo associamo a un particolare cliente, potrebbe non esserlo per te e viceversa. Quindi il percorso che dovrai fare è molto soggettivo.

Ma cosa significa concretamente “clienti velenosi”?

Be’, qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ci sono tanti modi di essere velenosi.

Ad esempio ci sono clienti che non pagano, clienti che non rispettano orari di riunioni e chiamate (e ritardano senza avvisare), clienti che non rispondono alle tue richieste (che magari ti servono per portare avanti il lavoro), clienti che ritardano nei pagamenti e non avvisano, clienti che non si rendono conto che non puoi essere a loro disposizione la domenica pomeriggio (ad eccezioni di attività particolari, come eventi nel weekend, ecc).

L’elenco non termina sicuramente qui, ma questo è per darti un’idea di tossicità da cui ti devi liberare se fa parte della tua attività.

A volte, ai vari master dove si insegna a fare business o nei vari corsi dedicati all’imprenditoria, bisognerebbe inserire anche un corso legato all’educazione e al rispetto. I numeri contano, certamente, ma essere rispettosi nei confronti degli altri vale tanto quanto quei numeri che vengono così decantati.

E la tossicità, il veleno, derivano sempre da lì: dalla mancanza di rispetto. Meno numeri, più rispetto. Meno metriche, più umanità, verrebbe da dire.

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