Sfruttare le opportunità di un settore poco praticato per creare valore seguendo la propria passione

Marco Mottolese è uno dei tre co-fondatori di Foorban, il nuovo modello di online food delivery che integra cucina e logistica.

Freschezza degli ingredienti, innovazione dei processi e dei sistemi, il tutto connesso alla comodità di poter ricevere un pranzo pronto in breve tempo.

Sono queste le caratteristiche base del progetto imprenditoriale dei tre giovani, che si sta costantemente sviluppando. Abbiamo chiesto a Marco di raccontarci l’origine della nascita di Foorban e cosa significa per lui essere titolare di un business libero. Enjoy!

#1. Benvenuto su Business Libero, Marco! Qual è stata la scintilla alla base della creazione di Foorban?

Foorban è stata partorita da una serie di brainstorming insieme a Stefano, il mio socio.

Lui, stanco della vita aziendale monotona e con chiare intenzioni di darsi una nuova opportunità, io intenzionato ad allargare i miei orizzonti, con una prima attività nel Food&Beverage offline aperta a Milano circa 2 anni fa che mi ha dato l’opportunità di esprimermi e di crescere.

Sentivo il bisogno di provare altro, dedicarmi ad un nuovo progetto in un settore ancora poco praticato, quello dell’online ma sempre legato al mondo del F&B, mia passione da sempre. Dopo 2 anni di attività e tante cose imparate, avevo capito che avrei potuto impararne di nuove, di accrescere il mio know-how nel settore.

Ma soprattutto di potermi esprimere ancora di più, creando valore aggiunto in una nuova realtà che si collocava in un mercato molto interessante ma ancora privo di un brand di riferimento con il nostro modello di business e quindi molto attraente.

Il nome, Foorban, l’ho pensato mentre ero in viaggio in Colombia. Erano mesi ormai che facevamo brainstorming su questo progetto ma avevamo ancora dei dubbi sul nome. La mia visione era quella di creare un business che si insinuasse in maniera perfetta in un contesto urbano, vivo, ricettivo, pro attivo.

E così, sotto l’hotel a Bogotà, al telefono con Stefano e Riccardo (il terzo socio) ho fuso in una sola parola quello che mi frullava in testa: FOOD+URBAN ed è nato Foorban, il primo ristorante digitale in Italia.

#2. In che modo questo progetto rientra nella tua ottica di business libero?

Foorban, come dicevo, è la mia secondo attività imprenditoriale e sposa perfettamente la visione che ho del lavoro e della vita. C’è chi dice che bisogna “lavorare per vivere”, io vivo lavorando invece, che è ancora diverso da “vivere per lavorare”.

Il driver più importante che mi spinge a svegliarmi carico e motivato la mattina è la passione. Non sono capace di svolgere dei compiti che non mi appassionino, è un difetto? Beh, se è così ne vado orgoglioso.

Perchè è l’ingrediente che mi permettere di aggiungere valore immateriale a tutto ciò che faccio senza accorgermi che lo sto facendo solo perchè si tratta di lavoro.

Sono stato fortunato a crescere con una passione e ancora più fortunato, con una certa dose di impegno ovviamente, a trasformare la mia passione in business, un “business libero”.

#3. Cosa significa per te fare impresa nel mondo digitale?

Fare impresa nel mondo digitale è incredibile.

Raggiungi tutte le persone che vuoi grazie alla tecnologia e ne sfrutti potenziale e portata. Certo, manca la dose di contatto con il cliente, ma con Foorban abbiamo ricreato un ambiente dove il contatto esiste e ne facciamo un asset fondamentale del nostro brand, prodotto e servizio insieme.

Comunicare al mondo attraverso delle semplici immagini su app o delle notifiche, degli SMS o delle e-mail rende scalabile la propria comunicazione ed esponenziale la crescita del brand. Bisogna però stare attenti e dosare la propria energia perchè è anche più facile la dispersione: bisogna individuare un target, emozionarlo e renderlo partecipe della propria crescita.

Foorban poi è un business locale, quindi ha a che fare con persone che hanno una certa cultura, delle abitudini e delle esigenze e su questo si costruisce la propria strategia.

#4. Quanto è importante per te avere la possibilità di viaggiare in tutto il mondo senza rinunciare a gestire i tuoi progetti lavorativi?

Viaggiare è fondamentale in generale, permette di conoscersi meglio. Per 5 anni ho avuto la fortuna di farlo lavorando, guarda caso in una multinazionale attiva nel settore del Food&Beverage, girando in più di 30 paesi diversi.

Allora non ero ancora partito con nessuna attività imprenditoriale ma sono stati proprio quegli anni,insieme agli studi, che mi hanno aiutato a formare la mente e che mi hanno motivato a trovare il coraggio di provare con le mie mani, la mia testa.

Viaggiare permette di isolarsi, spegnere la propria mente e riaccenderla in un ambiente diverso, che vive in un altro modo, che pensa altre cose che mangia ad un orario diverso e che mangia cose strane.

E’ in queste circostanze che nascono le idee più brillanti perchè tutto prende un’altra prospettiva e la creatività non ha limiti.

Mi auguro in futuro di tornare a farlo con quella assiduità, magari perchè una delle attività ha aperto una sede all’estero e perchè ho contribuito a costruire un team ed una cultura che mi permetta di farlo senza preoccuparmi troppo!

#5. Raccontaci un episodio della tua vita come imprenditore digitale a cui sei particolarmente legato!

Beh, sicuramente l’episodio che ricordo con più piacere è stato il primo rilascio della app di Foorban. Abbiamo atteso così tanto il momento che non mi sembrava vero: da quel momento avremmo potuto permettere a chi volesse di vivere a pieno l’esperienza Foorban.

Da allora un sacco di cose sono cambiate e migliorate. Ma è bastata una prima versione, la beta, piena di bug e di problemi a farmi capire che il primo mattoncino l’avevamo messo.

#6. In che modo riesci gestire al meglio tutte le attività di cui ti occupi? Utilizzi degli strumenti specifici?

Ho la fortuna di essere una persona molto precisa ed organizzata, da questo punto di vista il supporto principale è il modus operandi che utilizzo: una, massimo due cose alla volta ma fatte bene.

Per il momento in team usiamo Slack per comunicazioni veloci, divise per categorie; Asana per i progetti più importanti e poi vari strumenti di cloud per la condivisione dei documenti. Niente di trascendentale.

Credo che una persona, se organizzata e motivata, possa farcela anche con una agendina 🙂

#7. Quali suggerimenti ti senti di dare a chi sceglie di investire nella propria libertà lavorativa?

Avete un’idea che ritenete valida? Costruite la vision chiara intorno all’idea che vi guidi fino alla fine, ma sceglietela bene e perseguitela. Cambiare idea si può, cambiare vision è più complicato.

Circondatevi di persone valide, motivatele a suon di vision, la vostra, e date loro autonomia e libertà di espressione, vedrete che daranno il meglio di loro.

Non fermatevi davanti agli ostacoli, fanno parte del percorso e sono fondamentali per crescere e misurarsi. Le attività migliori si imparano facendole quindi non spaventatevi se una cosa non sapete farla, attivatevi e ad un certo punto vi accorgerete che potrete insegnarla a qualcun’altro e così via.

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