Uscire dalla propria zona di comfort e guardare oltre i confini geografici: Alessia Camera si racconta

Digital strategist e startup consultant: Alessia Camera si presenta così, ma se guardiamo oltre, la vediamo impegnata in moltissimi progetti che ruotano attorno al mondo digital e imprenditoriale.

Uno di questi è l’iniziativa Whats Next Talk, di cui è organizzatrice, e che si terrà a Vicenza il 10 marzo.

Alessia ci ha raccontato di cosa si tratta e non ha dimenticato di spiegarci anche in cosa consiste il suo lavoro, dando qualche prezioso consiglio per chi vuole intraprendere una strada professionale nel settore digital.

#1. Alessia, partiamo subito dall’evento che hai organizzato: qual è il filo conduttore dell’inizitiva ‘Whats Next Talk’?

Whats Next Talk è una conferenza gratuita, aperta a tutti, dedicata al mondo delle donne, della tecnologia, dell’innovazione e delle materie STEM. Al teatro di Dueville, in provincia di Vicenza, come referenti per il Veneto per la settimana del Rosa Digitale, porteremo le storie e l’entusiasmo di 8 donne che lavorano ogni giorno nel mondo STEM e tecnologico.

Troppo spesso la tecnologia viene erroneamente definita distante dalle competenze e dal mondo professionale femminile, e crediamo che ciò non sia corretto, soprattutto oggi che qualsiasi opportunità professionale è sempre più legata alla tecnologia.

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#2. Da dove è partita l’idea di creare questo progetto?

La conferenza nasce da un’idea di Mauro Borgo del Fablab di Dueville con il quale condivido la passione per la tecnologia e l’idea che l’innovazione rappresenti il futuro per tutti.

Le donne che lavorano in questi ambiti sono in netta minoranza (meno del 25% secondo studi di Deloitte e di Accenture) e non solo in Italia: solo il 14% di tutti gli ingegneri e il 25% di tutti i professionisti IT sono donne negli USA.

Personalmente, mi scontro con questa situazione ogni giorno nel mio lavoro con le startup e il marketing digitale. Ed è sconfortante essere ancora troppo poche a partecipare ad hacktahon ed eventi, per non parlare della minoranza all’interno di team di startup.

A Londra ci sono molti gruppi che incoraggiano le donne a una carriera nella tecnologia ma in Italia le iniziative sono ancora troppo poche.

La tecnologia rappresenta il motore attraverso il quale si possono combattere le differenze di genere e le donne non devono averne timore, ma acquisire capacità e avere la fiducia necessaria per salire su quel treno.

Se le donne non parteciperanno in modo professionalmente attivo a questo settore non solo non otterranno la parità di genere, ma sarà la società intera a soffrire di questa mancata emancipazione, poichè indebolisce l’intero sistema-Paese ed economia.

Dobbiamo essere noi donne a le prime a condividere queste idea e queste possibilità, dimostrando che si tratta di un percorso professionale possibile e che ci sono donne che ci sono riuscite.

La creazione di consapevolezza è la parte più importante di questo processo di cambiamento ed è quello che vogliamo fare con Whats Next Talk.

#3. Se guardiamo il tuo percorso, vediamo che il tuo viaggio professionale ha toccato molte tappe: marketing manager, mentor, giornalista e imprenditrice. Quali sono i progetti di cui ti stai occupando attualmente?

Il mio percorso professionale è in continua evoluzione: sono una persona molto curiosa e con il tempo ho imparato a farmi guidare dalle mie passioni, facendo leva sulle competenze e sui miei talenti, ossia tutto ciò che riesco a fare meglio di altri.

Sono coinvolta in numerosi progetti che sembrano diversi ma in realtà sono tutte attività collegate da un filo conduttore, dato dalla passione per la tecnologia, le startup e il marketing digitale. Non solo faccio consulenza di marketing per startup e progetti tecnologici, ma ne scrivo, ne parlo e aiuto altri imprenditori a trovare la strada giusta.

Al momento sto lavorando come consulente con alcune startup e agenzie, principalmente tra Londra e l’Italia e mi occupo dello sviluppo di strategie di growth hacking e digital marketing.

Gli ultimi progetti riguardano un e-commerce, una tecnologia per il video-mapping, un’agenzia di sviluppo app e uno di cui, purtroppo, non posso ancora dire nulla.

Mi sono occupata dello sviluppo di prodotti digitali dal punto di vista di marketing, della creazione di campagne di acquisizione utenti e promozionali, di strategie di social media marketing per raggiungere obiettivi di acquisition e retention fino alla creazione di contenuti di marketing.

Credo che il marketing e Internet ci stiano dando tantissime opportunità e siano ancora poche le aziende in grado di capire come sfruttarle.

Il mio compito è quello di aiutarle e accompagnarle in questo percorso nel mondo digitale.

#4. In che modo, tra tutte le attività che ti vedono impegnata, organizzi le tue giornate e i tuoi progetti per mantenere un’elevata produttività?

8 ore al giorno quando si lavora in proprio sono in genere poche, e i sacrifici che si fanno sono molti.
Ma credo che quando ci siano passione e voglia di fare, le soddisfazioni siano molto maggiori rispetto a qualsiasi altra fatica.

Per esempio, sono molto più motivata a lavorare con progetti e team diversi rispetto a una routine 9-5 con la stessa azienda. Credo dipenda molto dal carattere e dalla personalità di ognuno di noi.

Dal punto di vista della produttività cerco di organizzare nel modo migliore il tempo che ho a disposizione, definendo le tempistiche per ogni progetto e mantenendo una strict schedule grazie al mio “amico” Google Calendar.

Uso tanti altri tool essenziali per informarmi, come per esempio Pocket e Feedly, e per automatizzare alcuni task come IFTTT.

Quando devo organizzare le idee mi impongo di fare almeno 15 minuti di pausa ogni 2 ore. Le passeggiate mi aiutano a pensare.

#5. Che consiglio daresti a un giovane che sta per entrare lavorativamente parlando nel settore digital?

Credo che nel marketing digitale sia essenziale avere un approccio pratico e specializzato e spingersi fuori dalla propria zona di comfort. Essere al corrente con tutto quello che succede è inoltre la base fondamentale.

Dalla mia esperienza vedo che sono tante le persone che parlano e pochissimi “quelli che fanno”.

Se si ha una passione per i social media e il marketing, per esempio, è necessario mettere le mani in pasta fin da subito, aprendo un blog e iniziando a lavorare sul proprio profilo professionale online (che non è solo Instagram).

Il secondo passo è quello di lavorare a un progetto, anche semplice, nel tempo libero.

Infine, è necessario aprire la mente al di fuori dei confini geografici. Non seguire solo blogger o professionisti italiani e guardare e leggere quello che succede oltreoceano è essenziale: ci sono corsi online completamente gratuiti e stimolanti organizzati da Università ed enti molto prestigiosi. Non abbiate paura dell’inglese!

Solo in questo modo si è in grado di capire cosa significa avere a che fare con il mondo digitale e a individuare quelle attività con le quali siamo più bravi e talentuosi.

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